Un parco urbano nell’ex campo di aviazione di Johannisthal.

Parco J. ©M. ContiniI berlinesi, si sa, sono rinomati per l’incredibile capacità che hanno di trasformare e dar nuova vita e funzione a parti di città senza identità e senza mai tralasciare le tracce lasciate dalla storia. Oltre al famosissimo parco nato sulle ceneri dell’ex aereoporto, militare prima e civile poi, di Tempelhof, un’altra bellissima aerea paesaggistica protetta e davvero poco conosciuta, viene progettata sul sito dell’ex campo d’aviazione a Johannisthal. 

Qui nel 1909 entra in funzione uno dei sei aereoporti di Berlino, il secondo d tutta la Germania, su circa due chilometri quadrati di terreno viene cstruito il primo Aero Club imperiale, due sale per dirigibili e due tribune per i visitatori, una vera chicca per i tempi. Uno dei modi per finanziare un campo di volo erano le entrate del pubblico, che spesso partecipava agli eventi sperando avvenisse un incidente per poter raccogliere, dopo lo schianto, parti dell’aeromobile come “macabro souvenir”come dichiara il manager nonché pioniere dell’aviazione, Tschudi.

I campi di volo nei primi del ‘900 erano parchi di sperimentazione progettuale, usati per concorsi ed evoluzioni con i nuovi aereomobili, si riuniscono qui un mix colorato di pionieri del volo per provare le costruzioni più bizzarre. Il primo volo dall’aerodromo di Johannisthal viene lanciato nel giugno del 1911, diventando con il tempo il più importante centro distribuzione postale in tutta la Repubblica di Weimar, dopo esser stato militarizzato durante il primo conflitto mondiale, le attività di volo riprenderanno fino a perdere drasticamente “quota” con l’apertura ufficiale di Tempelhof nel ’23.

Utilizzato durante il nazionalsocialismo come terreno di prova per il riarmo segreto delle forze militari e come sede dell’Istituto di ricerca tedesco  per l’aviazione (DVL), dopo la fine della seconda guerra ha istanza e per un breve periodo un gruppo di forze aeree sovietiche; l’arresto definitivo delle attività risale al ’52, a causa della posizione prossima al confine di Berlino verrà praticamente sigillato.

Con la costruzione del Muro nel ’61, il quartiere viene separato dal vicino quartiere di Neukölln, e fino all’89 diventa la caserma di un battaglione di artiglieria della NVA (Nationale Volksarmee) Armata Popolare Nazionale, le forze armate della Repubblica Democratica Tedesca, nonché una delle posizioni subordinate della Stasi.

©M. ContiniInizia così la seconda fase di trasformazione durante la DDR, in parte dei capannoni vuoti viene istituita una Kältebetrieb, per coprire la forte domanda per riparazioni e manutenzione delle unità refrigeranti commerciali e industriali, viene fondata la cooperativa VEB Kühlautomat, area della quale esistono capanoni orignali non ancora modificati.

In un’altra sezione dell’ex campo di aviazione, già dagli anni ’20 a causa del limite imposto dal trattato di Versailles per la costruzione di aerei, viene fondata la Johannisthaler Film Institute GmbH (JOFA studio) il più grande studio cinematografico del mondo. Nel ’46 la DEFA, ente cinematografico di Stato della Repubblica Democratica, prende in gestione il sito in Johannisthal, producendo film di grande successo come Jakob il bugiardo (J. Becker, ’74) unica produzione DDR candidata all’Oscar.

Dal ’96 inizia un attento recupero della zona, 65 ettari divisi in area paesaggistica protetta e riserva naturale, nella frazione adiacente di Adlershof, si espande il campus dedicato alla tecnologia ed alla scienza, con al suo interno la galleria del vento dell’ex campo d’aviazione.

©M. ContiniLe grandi aree verdi sono minimamente progettate, giusto a creare percorsi d’attraversamento integrati con aree attrezzate per lo sport ed il tempo libero, disegno discreto e attento alla conservazione della natura. Il sentiero percorribile si sviluppa intorno alla riserva naturale, limitata da gabbioni metallici riempiti da materiale naturale e, ben 30 diversi progetti “Chambers City” sono disseminati per tutta l’area verde. Lo studio Kiefer progetta le isole per il gioco in fasce nastriformi, e sopraeleva il percorso su rampe di legno per poter sperimentare la spaziosità della zona.

Numerosi pannelli informativi documentano la storia del luogo e l’ecologia del territorio, con uno sguardo sempre attento alla natura. Poco distante è possibile intercettare un tratto della Mauerweg, il vecchio tracciato che divideva in due parti la città, dove sono ancora presenti tratti originali del Muro di Berlino.

Non ha indubbiamente il fascino del parco di Tempelhof, qui sono praticamente inesistenti strutture originali, la sensazione che si ha è di trovarsi in mezzo ad un’area quasi desertica ma intrisa di storia ed attraversare in bici le vecchie piste d’atterraggio regala sempre un brivido particolare.

Foto: ©M. Contini Ricerche a cura di Z. Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer.
Per informazioni sui Tour contattare: z.munizza@berlino-explorer.com

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