Berlino: la città delle comunicazioni.

Funkturm ©Z. Munizzadi Federico Cabrini

Una nuova ricerca, un nuovo percorso attraverso l’area fieristica di Berlino, tanti gli spunti storici ed architettonici introdotti qui da Federico Cabrini.

Ferrovie, autostrade, edifici per le telecomunicazioni. Fra il Westend e il Grunewald si posizionarono, a cavallo fra il XIX e il XX secolo, le infrastrutture urbane della modernità, che non potevano trovare spazio nella città storica.

L’itinerario, con partenza dalla stazione di Heerstraße, propone un tour alla scoperta dei grandi edifici-contenitore posti intorno all’area della fiera, attraverso spazi che abbandonano la scala urbana proponendosi come simbolo concreto della nuova città moderna, aperta verso il mondo.

È nel 1921 che inizia lo sviluppo di quest’area, con l’apertura al traffico della “Automobil Verkehrs und Übungsstraße” (letteralmente: strada per il traffico e la prova delle automobili), in breve AVUS, che si dirige verso Potsdam attraversando il bosco del Grunewald.

Dati i ridotti volumi di traffico dell’epoca, l’uso prevalente di questa strada è da subito quello diportistico, anche grazie all’organizzazione di gare di velocità che attirano un pubblico numeroso. Negli anni seguenti verranno aggiunte progressivamente nuove strutture, dalla curva parabolica al motel con le terrazze panoramiche, fino alle tribune.

All’imbocco della AVUS, grazie agli ampi spazi disponibili e alla vicinanza alle zone più pregiate della città (il Kurfürstendamm è poco distante!) si insediano negli stessi anni alcune delle funzioni più moderne e inedite legate al commercio e alle telecomunicazioni: nel 1926 viene inaugurata la torre della radio, Funkturm, posta proprio al termine della AVUS, che diventa un simbolo dell’ingresso alla città, visibile a grande distanza.

Pochi anni dopo vengono costruiti la casa della radio, Haus des Rundfunks, all’epoca uno degli edifici più all’avanguardia nel mondo, e il complesso direzionale e commerciale dell’Amerika e Deutschlandhaus, al termine dell’asse prospettico Berlino-Charlottenburg.

Durante il periodo nazista la AVUS viene integrata nella rete delle autostrade del Reich, l’area fieristica già esistente viene ampliata con la costruzione di un ingresso d’onore, e l’asse BerlinoCharlottenburg viene riprogettato in veste monumentale. Si prevede anche di realizzare un’imponente stazione ferroviaria dedicata ai capi di stato esteri in visita a Berlino, ma a causa dello scoppio della guerra quest’ultimo progetto resterà solo sulla carta.

Nel difficile dopoguerra Berlino Ovest, isolata dalla regione circostante, tenta comunque di proporsi come metropoli di livello europeo aperta al mondo, rivitalizzando le strutture dell’anteguerra e aggiungendone di nuove: lato fiera viene ampliata con la costruzione di nuovi padiglioni con l’aiuto finanziario del piano Marshall, a fianco della casa della radio sorge la sede della televisione berlinese, e infine negli anni settanta viene completato l’enorme centro internazionale congressi.

Anche la rete infrastrutturale viene ampliata con opere che hanno un forte effetto simbolico nel definire la nuova immagine urbana: l’anello della Stadtautobahn, parallelo alla ferrovia anulare costruita quasi cento anni prima, su cui si innesta la vecchia AVUS.

All’intersezione fra le due autostrade viene costruita la stazione degli autobus, da cui partono i collegamenti per la Germania Occidentale e per altre nazioni. Resta invece incompiuta la linea della metropolitana, di cui viene costruito solo un mezzanino utilizzato oggi come sottopassaggio.

L’itinerario si conclude nella colonia di ville di Eichkamp, costruita lungo la linea della S-Bahn e collegata da questa al centro di Berlino.

Ricerche a cura di: F.Cabrini. Foto  ©Z. Munizza. 

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