Come sta cambiando Schöneweide.

Kulturhaus Z.MunizzaLo sviluppo della città negli ultimi anni ha puntato moltissimo sull’ex distretto industriale di Schöneweide. Gran parte dell’area è stata riqualificata, centri commerciali sono spuntati  accanto a fatiscenti Denkmal, nuovi grandi magazzini sono in apertura, ed importanti poli scolastici, con laboratori tecnici organizzati di tutto punto, occupano la sede di quella che era una delle più imponenti produzioni per cavi elettrici di tutta la Germania.

Rimangono tuttavia delle zone d’ombra, strutture industriali abbandonate in attesa che venga definita la nuova destinazione d’uso. La Kulturhaus des Werks für Fernsehelektronik, ad esempio, costruita nel 1914 per i dipendenti della vicina fabbrica per televisori. Sull’arteria principale, la Wilhelminenhofstraße, di fronte all’ingresso del complesso dell’istituto tecnico, progetto che ha dato una sferzata di vita al quartiere, un bellissimo edificio in mattoni scuri si affaccia silenzioso con le sue finestre murate.

Le case dedicate alla cultura durante la DDR, ci troviamo in quello che era il settore Est di Berlino, erano dei circoli ricreativi fruibili non solo dai dipendenti, che si trasformavano in sale da ballo per concerti, proiezioni, con tanto di club per giovani e biblioteche annesse, dei veri e propri centri culturali.

Il proprietario dell’immobile su Wilhelminenhofstraße da tempo chiede la possibilità di iniziare i lavori di trasformazione dell’antico edificio in alloggi per studenti, richiesta che al momento sembra essere la più sensata. Da anni ormai la Kulturhaus giace vuota ed inutilizzata in un’area dal grande potenziale di riuso. La struttura, posta sotto la tutela dei beni architettonici, ha al suo interno una bellissima Theatersaal, nella quale l’idea di K. Sümer è di realizzare una casa nella casa. 170 nuovi appartamenti, quindi, potrebbero ospitare studenti all’interno nell’antico teatro, idea che dovrebbe essere vincente anche se c’è ancora chi pone obiezioni, motivo per il quale le concessioni non sono ancora ufficiali.

In un angolo nascosto della strada che corre parallela al fiume, troviamo poi, quel che rimane della vecchia VEB Metalwerkstatt, una delle prime produzioni di metallo della Germania prussiana, inserita nelle cooperative industriali durante la DDR. Qui, un’altra Kulturhaus dedicata ad Ernest Schneller, membro del parlamento della Sassonia per il KPD, assassinato a Sachenhausen nel ‘44, che andrebbe a mio avviso assolutamente tutelata, giace in stato di completo abbandono, mentre tutt’intorno stanno demolendo parti dell’originale impianto e ricostruendo edifici residenziali.

Intanto, sull’altra riva della Sprea, dove gallerie, studi per artisti e officine convivono placidamente, sta per avere inizio una battaglia tra i residenti e la Turoru GmbH. La società proprietaria del grande complesso di edifici industriali, conosciuto come Rathenau Hallen, come previsto dal piano di sviluppo, progetta un muro di case e cemento direttamente sulla riva del fiume. Questo, lo sappiamo bene, genera movimento di denaro, senza il quale, si giustifica la GmbH sarebbe impossibile portare avanti l’investimento sul recupero degli edifici già esistenti.

La piattaforma civica già costituita ha iniziato a raccogliere le firme per avviare un tavolo di discussione, il timore più grande è che si snaturi completamente l’equilibrio che a fatica, in questi otto anni, si è raggiunto. Non è ancora chiaro quali siano i termini di trattabilità, le decisioni spettano ovviamente al Consiglio del distretto Treptow-Köpenick, quello che è certo è che per riqualificare e gestire strutture così grandi son necessari fondi non indifferenti.

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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