Complesso abitativo Carl Legien.

Wohnstadt C.Legien ©Z.Munizza

A Berlino si sa, l’architettura contemporanea la fa da padrona, nuovi progetti firmati da archistar aiutano la città a far parlare ancora di sé e delle sue continue trasformazioni, Berlino nasconde anche tanti tesori, tutti da scoprire poco a poco.

Un interessante esempio d’architettura nascosta lo troviamo camminando tra il Planetarium e il progetto dedicato a Thälmann, quasi senza accorgersene si entra in un complesso residenziale che potrebbe risultare anonimo, se non fosse per i suoi infinitamente curati dettagli e le sue linee aguzze che si dissociano esteticamente dai plattenbauten, tipici edifici prefabbricati del periodo della DDR, che lo circondano.

Siamo al confine nord di Prenzlauer Berg, un’area molto popolare nel Gründerzeit, era dell’industrializzazione, durante il quale le Mietskasernen, caseggiati abitativi tipici, erano l’unico modello abitativo.

Camminando verso quella che un tempo era la la piccola Hollywood nel distretto di Weissensee, lungo l’arteria principale si trova la Wohnstadt Carl Legien.

Letteralmente “città residenziale” dedicata a Legien, sindacalista e politico tedesco, a capo dello sciopero generale contro il Putsch di Kapp. Il primo momento in cui la Repubblica di Weimar viene minata dal colpo di stato messo in atto nel marzo del ’20 da militanti di estrema destra.

Il quartiere realizzato sul finire degli anni ’20, su disegno di Bruno Taut e Franz Hillinger, è caratterizzato da una forte densità edilizia.

Vista la posizione centrale rispetto all’anello ferroviario che delimita la città, e a causa dell’elevato costo dei terreni, viene richiesta dalla GEHAG, ente finanziatore, una densità abitativa intensiva rispetto alle contemporanee Siedlungen, complessi residenziali.

Dell’intero intervento diviso in tre aree, verranno terminati solo due terzi a causa della crisi economica mondiale del ’29.

La composizione si ispira ai quartieri residenziali olandesi.

I tre lunghi lotti paralleli con grandi spazi liberi interni, si affacciano sull’ampia Erich-Weinert-Straße, concepita come arteria centrale della Wohnstadt.

Qui si trova l’ingresso, rappresentato dagli edifici di testa, dove di recente è tornata l’iscrizione originale restaurata, persa durante il regime nazionalsocialista. In quella fase storica ribattezzato Flamensiedlung, quartiere fiammingo, in memoria delle battaglie sostenute dall’esercito tedesco nelle Fiandre durante la prima guerra mondiale.

A livello compositivo segue i dettami delle moderne Siedlungen.

Il verde delle corti-giardino si fonde col verde pubblico lungo la strada principale, la attraversa da parte a parte, per continuare senza interruzioni nelle corti opposte. Il limite dell’edificio e gli spazi verdi tendono a creare un’idea di spazio semi-pubblico completamente nuova e sperimentale, a conferma del fatto che, nella nuova cultura residenziale, il cortile è concepito come luogo di socializzazione e non più strettamente funzionale all’illuminazione.

Caratteristica distintiva è l’uso del colore.

Le facciate giallo ocra sulle strette stradine creano un effetto ottico di gran risalto, gli spazi verdi danno quel tocco di colore naturale, dove le ombre degli edifici regalano tagli prospettici davvero interessanti, e i telai delle finestre sottolineati con colori primari su una base uniforme, ricordano cromaticamente le tele di Mondrian.

La Wohnstadt Legien, accanto alla Siemesstadt, è parte delle Siedlungen der Berliner Moderne.

Nome dato dall’UNESCO al patrimonio composto da sei gruppi di edifici in stile moderno, sintesi delle politiche edilizie del periodo compreso tra il 1910 ed il 1933, in particolare durante la Repubblica di Weimar, quando Berlino rappresentava l’apice tedesco in ambito sociale, culturale e politico.


Foto e ricerche a cura di © Z.Munizza 

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