Disko Babel, un esperimento di inclusione culturale a Prenzlauer Berg.

DiskoBabel1-Z.MunizzaNell’ultima Newsletter si è parlato della direzione che Berlino sta seguendo in ambito di scelte di trasformazione e cambiamenti. Di progetti culturali e sociali che non ci sono più o che sono a rischio estinzione. Qui il link per chi volesse approfondire.

Esistono però delle buone pratiche, come direbbero gli urbanisti, o per lo meno tentativi di trasformazione attraverso la partecipazione dei principali soggetti: gli abitanti. Le persone che vivono lo spazio e che cercano un dialogo con istituzioni e proprietà. La famosa ricerca del compromesso, partendo dal presupposto che il ruolo dell’abitante nello spazio pubblico può essere interpretato da attori diversi, ma la res privata tale è e tale rimane.

Non sono processi semplici e non sempre danno i risultati sperati, ma rappresentano dal mio punto di vista, l’unico modo possibile per portare avanti un’idea di vivere e gestire lo spazio in maniera differente.

Passando al pratico, sono diversi i tentativi che a Berlino si possono analizzare, in contesti e con presupposti unici.  
Dall’Holzmarkt, ambizioso e riuscito progetto nato dalle ceneri del Bar 25, nel quale sta per iniziare la terza fase, al processo di trasformazione in atto che seguo attivamente nella Haus der Statistik. Fino a realtà meno conosciute a Wedding, come il Wiesenburg che sembra aver trovato un equilibrio, e gli Uferhallen che invece stanno ancora studiando come trovarlo. Sono per lo più realtà culturali, vero, ma il diritto allo spazio dedicato al vivere non ha forse lo stesso valore del diritto all’abitare?

Prenzlauer Berg, uno dei quartieri che per primi subisce il cambiamento post anni ‘90, un fazzoletto di terra che corre lungo il tracciato dei binari della S-Bahn, è diventato un villaggio creativo, il Künstlerhof Disko Babel.

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Le premesse
Il filiforme ex scalo merci di Greifswalder strasse, dismesso nel 2011, è prontamente venduto. Si tratta di un’area che fa gola a molti, uno degli ultimi lembi di quartiere costruibile, il cui potenziale è paragonabile a quello del centro culturale RAW per intenderci.

Il sito di 28.000 metri quadrati viene acquistato dall’investitore C. Gérôme, Bahngelände Greifswalder Straße GmbH.
Non mi impelagherò in questioni di legittimità che pur andrebbero approfondite, una volta avvenuta la vendita, 
arriva la prima proposta dell’investitore, bloccata da una controversia tra la società immobiliare e il distretto di Pankow. Supportato da un’associazione di quartiere, la Teddy zwei null, che preme fortemente sulle istituzioni affinché lo spazio venga utilizzato per costruire nuove strutture scolastiche e culturali, delle quali l’area è carente.

Il progetto in sintesi: 600 appartamenti, 250 dei quali alloggi sociali a gestione Gewobag, di proprietà statale. 

Nel 2016, il senatore per l’edilizia K. Lompscher, Die Linke, dichiara che: “Secondo l’attuale legge urbanistica, non è consentita l’edilizia residenziale nell’area della stazione. La creazione dei necessari permessi di costruzione e l’attivazione di un piano di sviluppo è responsabilità del distretto” Non l’avrei mai detto, non si posso costruire abitazioni a ridosso di un tracciato ferroviario….Ironia a parte, è evidente che le norme urbanistiche non vengono redatte notte tempo, la società conosce perfettamente le regole del gioco.

Arriviamo al 2018, nella controversia tra la società Bahngelände Greifswalder Straße e lo Stato di Berlino, viene appurata l’autorizzazione legale per la costruzione e la riconversione dell’edificio esistente, trovandosi il sito all’interno di un quartiere con aree edificate. Nello specifico il Thälmann-Siedlung di fine anni ‘80, progettato secondo i principi dell’edilizia socialista. Questo significa permesso a costruire edifici residenziali più alti.  Leggi grattacieli.

Sono passati 8 anni e siamo nella fase in cui il distretto di Pankow vuole acquistare, non voglio immaginare la cifra, parte del vecchio spazio ferroviario per sviluppare l’area scolastica in cambio del permesso a costruire.

Riepilogando, a oggi la situazione è che: l’investitore ottiene la possibilità di sviluppo residenziale nel grattacielo d’angolo di Greifswalder Strasse, di un centro culturale e di edifici per uffici, insieme all’uso del capannone storico come luogo di eventi, quasi tutti privati finora, con l’impegno di vendere parte del terreno al distretto che costruirà scuole. Percentuale e costo di questa operazione non è dato saperlo, visto che le trattative sono avvenute in gran segreto.

Gérôme avrà presto o tardi i suoi profitti, sempre che non si riesca a salvaguardare l’uso creativo del suolo, che quest’anno segna un nuovo capitolo fondando l’associazione Künstlerhof Disko Babel, letteralmente un villaggio creativo.

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Idea nata dalla rete di diverse realtà culturali che da anni inventano un modo diverso e creativo di riuso dello spazio, portando all’attenzione dei berlinesi i loro progetti, e dimostrando il potenziale che l’area rappresenta per un uso pubblico.

Ottobre ’20, apre un campo di prova per visioni culturali libere. Tanti gli attori coinvolti in diskoBABEL e.V che portano avanti un esperimento per imparare e creare insieme. “Un setup sperimentale per mettere in discussione la routine artistica e culturale, in una Prenzlauer Berg culturalmente quasi dimenticata” 

Nuove visioni di produzione culturale in un villaggio temporaneo, che spaziano da laboratori d’espressione, curati dal collettivo di artigiani Czentrifuga, spettacoli circensi del Zirkus Mond, fino ad una rock band di robot completamente meccanizzata, ideata da un incredibile personaggio Kolja Kugler. Chi frequenta Berlino lo avrà incontrato di certo al Mauerpark, vi assicuro che vedere tutti i robot in azione è incredibile, io son tornata bambina, altro che Legotechnic!

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Non manca la club house, un orto comunitario con un’area relax, e per gli amanti del genere uno skate park all’aperto.

Si respira un’atmosfera di rivincita e possibilità dell’uso intelligente dello spazio, che non avvertivo da tanto. Persone di tutte le età con il solo scopo di condividere idee e tempo. Per quanto, non è dato saperlo. L’invito che recita “per limitato periodo di utilizzo” fa riferimento al villaggio nel suo insieme, perché ogni realtà di per sé viaggia in maniera indipendente.

Capitolo a parte merita il progetto Dream World, terminato in questa sede a Settembre, che da anni apre le porte a mondi surreali con spettacoli e performance di sogno lucido. Collettivo di creature creative dai molteplici talenti che crea spazi d’arte immersiva, in location più o meno conosciute. Il labirinto del Wilde Renate vi dice niente?

Lo so, tante troppe informazioni e in differenti contesti, che dimostrano come, se c’è un’idea forte e si è disposti a cercare un accordo, si può trovare una strada per non scrivere la parola Fine. Potrebbe essere un percorso temporaneo che approderà a qualcosa di altro o meno, ma è comunque un’utopia che, seppur a tempo, si realizza.

Negli articoli usati come fonti nella stesura della sezione premesse di questo articolo, non si parla mai né delle attività e delle richieste dell’associazione di quartiere, né dell’uso culturale che in questi anni rivitalizza un’area abbandonata alle dispute tra distretto, senato e proprietà. Invito alla riflessione con un’immagine di progetto potenziale per il nuovo “quartiere giardino” in Lilli-Henoch-Straße. Kaspar Kraemer Architekten (KKA)

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Foto e ricerche a cura di @Z. Munizza. 

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