Gropiusstadt.

Gropius Z.Munizza Gropiusstadt, letteralmente “la città di Gropius”

Il progetto di Walter Gropius del ’62, risponde alla drammatica situazione abitativa che caratterizzava Berlino nel dopoguerra, e alla conseguente necessità di costruire nuovi insediamenti moderni, funzionali ed economici in aree periferiche della città, così è per il distretto di Neukölln, dove si trova la Gropiusstadt.

Il fondatore del celebre movimento Bauhaus, con il suo studio The Architects Collaborative (TAC) cura la prima stesura del progetto di sviluppo urbano seguendo il motto della carta di Atene: “Licht, Luft und Sonne“, ovvero “luce, aria e sole”.

Il quartiere deve rappresentare un modello di insediamento, con l’80% dei palazzi a 2-4 piani, e costruzioni più alte nella lunga fascia verde centrale, differenziando le abitazioni destinate ai diversi strati sociali che devono coabitare.

Il piano punta all’alto tenore della qualità della vita, influenzato anche dalla forte ideologia urbanistica di Le Corbusier, non porta però ai risultati desiderati, questo anche a causa della costruzione del Muro che cambia bruscamente le condizioni di Berlino. L’insediamento modificato inaugura nel ’75. Il numero delle unità abitative aumentano drasticamente, queste modifiche al piano originale, delle quali non sempre Gropius è al corrente, portano ad una notevole riduzione delle aree verdi e alla perdita del valore ricreativo degli spazi comuni. L’ovvia conseguenza è che la vita sociale non si sviluppa come previsto, nascono problemi di vicinato a causa della elevata densità, e si perde la sensazione di quartiere locale, principale obiettivo del progetto.

I quartieri satellite ad alta densità abitativa, le Großsiedlungen, diventano simbolo di costruzioni disumane, abitate da strati bassi della popolazione con relativi conseguenti problemi sociali. E’ in questo scenario che vive Christiane Vera Felscherinow, la protagonista del famoso romanzo-inchiesta Cristiana F. Noi I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino che cattura, pagina dopo pagina l’anima più autentica di Berlino ovest negli anni ’80.

Solo nell’86, mediante un grande investimento economico, si attua un piano di riqualificazione che segue il progetto originale di Gropius del parco pubblico, il quartiere riprende nuova vita con servizi aggiuntivi per i residenti, nuovi centri aggregativi e con la fondazione di un Quartiersmanagement, organo di gestione del quartiere.

Nonostante Gropius muoia prima del completamento del progetto, ed i piani finali non seguano in tutto e per tutto i disegni originali, gli elementi essenziali che caratterizzano il quartiere e lo distinguono da altri grandi complessi residenziali, sono tutt’oggi riconoscibili.

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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