Il futuro del RAW.

©R. CiampolilloL’area del RAW, acronimo di una lunga parola tedesca: Reichsbahnausbesserungswerk, officine per la riparazioni ferroviarie, dalla fine degli anni ’90 rappresenta per Berlino, uno dei centri nevralgici della cultura indipendente.

Progetto di rivitalizzazione spontanea unico nel suo genere, accoglie nei suoi capannoni ben 60 realtà differenti.

Per quanto l’atmosfera sia decisamente cambiata dalla sua fondazione, rappresenta ancora uno dei luoghi dove l’offerta è tra le più variegate tra eventi dove arte, musica e sport si fondono.

©R. Ciampolillo

Nel 2012 in collaborazione con l’Architetto Rina Ciampolillo, ci si avventura nella mappatura dei vuoti di Friedrichshain e Kreuzberg, per strutturare un workshop dal nome “vuoti a rendere”. Come spesso accade, a distanza di 6 anni molti di quei vuoti son stati resi e non alla collettività.

©R. Ciampolillo

Il futuro del RAW in enorme sintesi.

Il contratto d’uso per tutta l’area è scaduto il 2019, non può essere rinnovato e obbliga a non opporsi a eventuali futuri piani di risistemazione dell’area.

Nel corso degli anni diverse società immobiliari acquistano i terreni e i relativi edifici, alcuni dei quali sotto tutela del patrimonio architettonico.

La situazione attuale è la seguente.

L’area è frazionata in 3 parti, sono partiti dei tavoli di trattativa: Dialogwerkstatt, letteralmente officina di dialogo, tra la proprietà, il senato, i rappresentanti di del distretto di Friedrichshain- Kreuzberg e le iniziative di cittadini.

Dai primi due incontri, organizzati e mediati da Urban Catalyst, viene prodotto un documento in dieci punti. Una sorta di codice di valori su cui basare lo sviluppo dell’area.

I punti includono la richiesta di codeterminazione e di conservazione dell’identità storica del luogo, ed il fondamentale tentativo di trovare un mix di usi e funzioni che tengano in equilibrio gli interessi sociali ed economici.

Il risultato dell’ultimo incontro è un piano strutturale che delinea le possibilità di ricostruire il sito. A conclusione del quale Florian Schmidt (Verdi), Assessore allo sviluppo urbano del quartiere, sottolinea che “è ancora solo un modello spaziale con le regole del gioco ed è solo l’inizio della pianificazione”.

In realtà sembra che le regole del gioco sian già ben definite. La Kurt Immobilien, dal 2015 proprietaria dell’area, si presenta con idee chiare.

La parte centrale con alcuni capannoni posti sotto tutela sarà circondata da grattacieli, che sono in attesa di consenso, ma se quel che si deve decidere è l’altezza che potranno raggiungere, direi che c’è ben poco da discutere.

La proposta prevede una “meravigliosa” torre di 60 metri che si relazioni con la preesistenza sul lato opposto della torre vetrata della BASF.

Qui il progetto vincitore con la direzione chiaramente definita. 

Fonti: TAZ  Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza e ©R.Ciampolillo

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2 Comments
  • nives sculco
    Posted at 04:57h, 16 Luglio Rispondi

    E’ UN SITO AFFASCINANTE, SAREBBE UN PECCATO CHE VENISSE SOSTITUITO DA COSTRUZIONI CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON LA SUA NATURA. MI AUGURO CHE NON AVVERRA’ MAI UNA DISTRUZIONE DI QUESTO POSTO SUGGESTIVO

  • Zuleika Munizza
    Posted at 08:51h, 16 Luglio Rispondi

    È quello che ci auguriamo anche noi, temiamo però che la trasformazione sia inevitabile, speriamo solo si tenga in maggior conto la preesistenza. Grazie per il tuo contributo.

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