La Savvy Gallery e la cattedrale dell’elettricità.

Umspannwerk Z.MunizzaNon un castello, non una chiesa ma una sottostazione elettrica. In Richardstrasse, questo gioiello di architettura industriale rimasto silente per decenni, due anni fa trova nuovi ospiti pronti a far rivivere con l’arte i meravigliosi  interni di questo oggetto architettonico.

Come un piccolo castello gotico, nella stretta strada svetta più simile ad una vecchia chiesa o ad una casa stregata. Di per se le sottostazioni non sono solitamente progetti prestigiosi, ma Hans Heinrich Müller negli anni ’20 diventa il “Signore della sottostazione a Berlino”. Architetto capo chiamato dalla Bewag a riorganizzare la rete di distribuzione di energia elettrica, progetta circa 40 stazioni di distribuzione all’avanguardia, ai bordi della Grande Berlino.

Quella in Richardstrasse è una delle più piccole completata nel ’28, nella“nuova” area metropolitana fondata nel 1920: la Grande Berlino, che integra Neukölln nella zona urbana. La richiesta di potenza elettrica cresce a dismisura con l’aumentare improvviso della popolazione, serve per l’illuminazione e per la rete urbana elettrificata. Così Müller immagina le sue cabine elettriche come piccoli castelli gotici, traducendo la tradizione nordica del mattone rosso scuro in forme espressionistiche.

Da e per un paio d’anni il progetto d’arte contemporanea Savvy ha qui i suoi interessanti spazi espositivi, performance, mostre e concerti si svolgono tra la polvere che copre la bellezza del fabbricato industriale, recuperato grazie anche ai finanziamenti per la promozione di luoghi d’arte del Senato di Berlino.

La sensazione che si ha è di trovarsi in un luogo sacro, da entrambi i lati la luce passa attraverso le nervature delle finestre strette nella ex sala di commutazione, con le travi in ​​acciaio a vista, una torre rotonda contiene la scala a chiocciola che conduce ai vari piani.

Dopo anni di lavoro intenso e di interessanti progetti artistici presentati, la galleria è costretta a lasciare questo splendido spazio, che già da solo rappresenta un’opera in mostra. Oltre le informazioni del comunicato stampa non è dato sapere di più, qui uno stralcio:

“Sì, le voci sono vere. Dopo due anni di restrizioni e battaglie inutili, stiamo lasciando la nostra bella e capricciosa casa a Neukölln, con sentimenti contrastanti. Abbiamo lavorato sodo, celebrato i successi ed accolto amici vecchi e nuovi, tuttavia, la miriade di ostacoli e la mancanza di sostegno politico e visione culturale, ci obbligano a fare un cambiamento e spostarci in un ambiente che ci permetta di lavorare. A partire dal 2016 saremo lieti di dare il benvenuto a tutti voi di nuovo nella nuova sede a Wedding.”

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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