La solitudine di ALIAS.

Alias ©Z. MunizzaUno dei più riconoscibili street artist nel panorama artistico contemporaneo berlinese, e non solo, è di certo ALIAS.

Dopo una lunga pausa durata cinque anni, e tanti festival in giro per il mondo, è tornato nella sua città natale lo scorso anno con i suoi “ragments”, una mostra personale alla Open Walls Gallery.

Alias è il primo ad aver tappezzato i muri di Berlino con le sue opere dalla presenza intensa.

Stencil dalle piccole dimensioni che toccano i passanti con immagini altamente emotive.

La tecnica dello stencil è ancora tra le più popolari, vantaggiosa perchè veloce e facile da usare, permette repliche rapide, aumentando la portata del messaggio che l’artista vuole inviare. Le sue figure, prevalentemente in bianco e nero con un rosso vivo e denso a sottolinearne alcune parti, sono un insieme riconoscibile di individui solitari ed emarginati.

L’artista si concentra su aspetti psicologici per innescare una risposta emotiva diretta dal visualizzatore.

Bambini isolati e ragazzi alle prese con la dura realtà che la vita offre, tirano fuori stati di vulnerabilità, solitudine e fallimento, tracce significative del passaggio dello streetartist in tante strade di Berlino.

Possiamo trovare un bambino ferito da colpi di pistola che ci guarda come se stesse dicendo: “tu sei testimone, mi hanno sparato” o ancora, un bimbo seduto su una bomba, mentre uno nasconde la faccia da ritorno da scuola, un altro è seduto su un altalena con la schiena rivolta verso chi osserva.

Nei suoi lavori non parla direttamente di politica o di guerra.

Alias ​​si concentra sugli individui e su come sono personalmente colpiti nel loro ambiente, come fosse uno zoom sui soggetti, per lo più adolescenti, e vedendo le cose dalla loro prospettiva osserva come sperimentano il mondo nel contesto in cui vivono.

Gli stencil sono discreti e la posizione dove sono collocati è significativa, la scelta di punti diventa parte integrante del suo lavoro, e contribuisce all’espressione dell’immagine stessa.

I soggetti, isolati dallo sfondo sociale, non contestualizzato, provocano un impatto emotivo diretto e appaiono come piccoli universi.

Per i lavori in galleria l’artista costruisce le sue tele con materiali di riciclo presi nell’ambiente urbano in cui sono concepiti, questa raccolta fa da sfondo ai suoi stencil multistrato, ricreando così anche in un ambito chiuso un’atmosfera “di strada”. 

Pannelli di metallo arrugginito, vecchi oggetti con evidenti segni d’usura, rivivono con le sue opere creando collage che raccontano storie molto personali.

La solitudine delle intime immagini di Alias ​​sono ancora più visibili nella crescente oscurità che domina le sue tele auto-costruite.

Non è difficile imbattersi in uno stencil di Alias nascosto tra lo stipite di un portone o alla base di un edificio malandato in diversi quartieri di Berlino, sarebbe divertente dare il via ad una caccia al tesoro!

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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