La storia industriale di Lichtenberg.

.KonsumgenossenschaftNel quartiere di Lichtenberg è possibile ancora trovare strutture semi-abbandonate dal grandissimo potenziale di riuso.

I nuovi centri dedicati all’arte contemporanea si stanno via via spostando a Lichtenberg, i grandi spazi vengono riadattati a studi artistici e laboratori, in uno dei quartieri più produttivi durante la DDR.

Non lontano da quello che era il più grande mattatoio della città, trova sede la cooperativa di consumo di Berlino, la KGB Konsumgenossenschaft, fondata nel 1899 come cooperativa di commercio al dettaglio.

La cooperativa acquista un’area di 124.000 metri quadri, sulla quale l’architetto P. Leberecht, progetta la sede di rappresentanza. Un bellissimo edificio in stile neoclassico dall’imponente facciata, decorata con colonne e statue di pietra arenaria. Nel cortile si sviluppa la produzione diretta per beni di prima necessità, composta da un grande forno per la produzione di pane e una fabbrica di insaccati, oltre a diversi magazzini.

Per contrastare la fortissima inflazione che affligge il paese dopo la prima guerra mondiale, la cooperativa, investe gran parte del capitale nella costruzione di nuove abitazioni e di impianti produttivi. Una seconda fabbrica di pane e un’officina, progetti dell’architetto O. Wettstein, completano l’area industriale di Lichtenberg.

E’ nel ’33, quando la cooperativa vanta 200.000 membri, che i dirigenti nazionalsocialisti, iniziano ad ostacolare le associazioni dei consumatori per il loro spirito socialista. La legge del ’35 che prevede lo scioglimento delle cooperative, segna un duro colpo per la KGB, e nel ’41 entra a far parte del Fronte Tedesco del Lavoro, ente parastatale del Terzo Reich.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, l’amministrazione militare sovietica, con un’ordinanza del ’45, consente l’immediato ripristino delle cooperative dei consumatori, non solo per lo spirito comunitario che rappresentano, ma sopratutto, per rispondere all’esigenza di beni di prima necessità e di alloggi,  in una Berlino quasi completamente distrutta dai bombardamenti.

Con la fondazione della DDR, l’area produttiva di Lichtenberg, diventa un punto nodale per l’economia di Berlino Est e alla fine degli anni ’50, quasi tutti i residenti dei quartieri orientali della città ne sono membri.

Dopo la caduta del Muro la KGB prova a mettere radici nell’economia del mercato occidentale. Ristruttura la società seguendo nuove linee di business, legate al turismo e all’investimento immobiliare, mossa che si rivelerà però, fallimentare. Il Senato di Berlino apre quindi un processo di insolvenza, alcune delle proprietà vengono privatizzate e parte una ristrutturazione finanziaria conclusasi nel 2012.

In quest’ottica di recupero del capitale, l’area produttiva viene smembrata.

La società cooperativa, ancora attiva seppur con grandi difficoltà economiche, conserva la vecchia sede amministrativa, i magazzini e le fabbriche, invece, vengono venduti, ma il processo di trasformazione e in questa parte di città è molto lento.

Parte delle strutture sono ancora inutilizzate, come la Fleischfabrik, fabbrica di insaccati che rappresenta una delle più antiche testimonianze della storia industriale tedesca.

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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