La Wohnmaschine, macchina per vivere, di Le Corbusier.

Le Corbusierhaus Z.MunizzaLa Wohnmaschine o Le Corbusierhaus è la proposta edilizia con cui Le Corbusier partecipa all’Esposizione Internazionale per l’Edilizia del 1957.

Nel ’53 in occasione dell’Interbau, vengono progettati diversi edifici nuovi con lo scopo di sopperire all’esigenza di alloggi dovuta al dopoguerra. Architetti internazionali, del calibro di Oscar Niemeyer, Alvar Aalto e Walter Gropius vengono chiamati a partecipare alla ricostruzione del nuovo quartiere Hansaviertel.

Nel progetto è invitato anche l’architetto svizzero Le Corbusier, che ha portato a termine in Francia tre Unités d’habitation, unità abitative, che per l’occasione realizza il progetto della nuova “Unité d’habitation, typ Berlin” in stile berlinese. Per le sue enormi dimensioni il progetto venne realizzato nei pressi dello Stadio Olimpico, lontano dall’area dell’Hansaviertel.

Il soprannome non tarda ad arrivare, conosciuto anche come Wohndampfer, Abitazione a vapore, l’edificio ricorda in effetti un grande transatlantico arenato nel terreno.

Concepita come unità autonoma e autosufficiente, con 530 cellule abitative per circa 1.800 abitanti, il gigantesco blocco in cemento lungo 142 mt, è sollevato dal terreno da enormi coppie di piloni cavi. Imponenti pilastri realizzati con forme semplificate rispetto al progetto originale e non con le forme plastiche e scultoree previste. Al piano terra si collocano una serie di servizi comuni: un grande magazzino, la lavanderia adoperata anche come cinema e la sala condominiale, dove oggi vengono allestite diverse esposizioni.

Dal punto di vista formale si presenta come un enorme prisma lineare. Le superfici sono alternate dal trattamento multicolore, lo studio dei colori, sui terrazzini e negli interni, vede la collaborazione del pittore-architetto Afonso. Sulla facciata nord, dove il muro è privo di finestre per meglio resistere al freddo, ci sono dei bassorilievi che rappresentano il modulor, una scala di proporzioni basate sulle misure dell’uomo, inventata dall’architetto.

Questa città verticale è percorsa internamente da 10 lunghe strade-corridoio, che oggi hanno semplice funzione di distribuzione agli appartamenti ma che avrebbero dovuto integrarsi ad attrezzature commerciali e di servizio mai realizzate.

La fase esecutiva non vedrà il controllo diretto di Le Corbusier, le attrezzature collettive previste nel progetto sul tetto piano: piscina, solarium, asilo e palestre, non sono realizzate, il che snatura le finalità della proposta progettuale il cui obbiettivo principale è l’aggregazione sociale.

Dal ’79 i 530 appartamenti in affitto sono messi in vendita. Il giornalista d’architettura Benedikt Hotze acquista il suo nel 2011 e riporta l’appartamento alla sua versione originale, dopo tre mesi di trasformazioni torna ad essere una casa degli anni ’50 che oggi è galleria per eventi speciali.

Nel 2007, in occasione del 50esimo anniversario dell’Interbau, parte un piano di conservazione per salvaguardare l’edificio, mediante il quale si rirpistinano i colori originari delle finestre e dei balconi.

La Förderverein Corbusierhaus Berlin e. V. Associazione Amici della Corbusier House fondata nel 2004, nasce con lo scopo di gestire la tutela dell’edificio, organizza eventi a carattere culturale e artistico. Per gli appassionati di architettura è possibile effettuare delle visite guidate agli edifici e al parco.

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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