Mies van der Rohe Haus.

Mies van der Rohe Haus Z.MunizzaSulle rive del lago Obersee, decisamente fuori dai circuiti artistici del Mitte, si trova la Mies van der Rohe Haus, un piccolo ed elegante spazio espositivo all’interno di un’abitazione privata, conosciuta anche come Lemkehaus. Progettata da uno dei maestri del Movimento Moderno: Mies van der Rohe, rappresenta la sua ultima opera prima dell’esilio negli stati uniti, realizzata nel ’31 durante il breve periodo in cui dirige la scuola del Bauhaus a Berlino.

Il progetto di piccole dimensioni, commissionato dal collezionista di opere d’arte Karl Lemke, proprietario di un’azienda di arti grafiche a Friedrichshain, condensa tutti gli elementi della ricerca architettonica di Mies dei primi anni, relativi ai temi dell’articolazione spaziale dall’uso dei materiali, all’inserimento dell’opera architettonica nello spazio urbano.

L’architetto mette in pratica il suo concetto di “spazio fluido” seguendo le concezioni architettoniche delle Avanguardie neoplastiche, le pareti sono concepite come lastre slittanti in grado di generare una continuità spaziale, una connessione visiva tra gli ambienti e tra interno ed esterno. Concetti che saranno poi egregiamente sintetizzati nel più ben noto (ultimo) lavoro di Mies: la Neue Nationalgalerie, museo di arte contemporanea nella Berlino Ovest ormai divisa. L’enorme sala quadrata con il tetto che poggia solo su otto pilastri in acciaio, realizzato dall’architetto nel ’62, ne consacra la figura ad un’architettura classica senza tempo.

Tornando alla Lemkehaus, alla fine della seconda guerra mondiale, come tutti gli edifici borghesi della città, la proprietà subisce diverse trasformazioni. Requisita nel ’45 dall’Armata rossa, deturpata da modifiche delle aperture, distruzione delle strutture portanti e asportazione delle partizioni in vetro diventa un magazzino. La DDR rientra in possesso della casa nel ’62, ma continua ad essere utilizzato come deposito fino al ’77, quando finalmente alla Haus Lemke viene riconosciuto il grande valore storico-artistico.

Solo dopo la caduta del Muro, questo martoriato gioiello dell’architettura moderna, ritorna all’interno del patrimonio storico della città, ed è grazie ad un restauro conservativo che le sue origini razionaliste riaffiorano, dopo anni di danni provocati da trascuratezza ed uso improprio.

La galleria è assolutamente in linea con il carattere originale della villa, ospita mostre di arte moderna e incontri legati all’architettura.

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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2 Comments
  • Silvia Astengo
    Posted at 09:37h, 16 Dicembre Rispondi

    Ciao,
    vorrei sapere quanto costano le guide dell’architettura moderna. Tra l’1 e il 3 gennaio vorrei portare 2 miei amici in visita qui a Berlino a fare questo giro, sempre che sia possibile.
    Ti ringrazio anticipatamente
    Silvia Astengo

    • Zuleika
      Posted at 15:53h, 16 Dicembre Rispondi

      Ciao Silvia, ti invio le informazioni via mail, se non dovessi riceverla, scrivimi tu all’indirizzo z.munizza@berlino-explorer.com. Grazie, Zuleika

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