Pallasseum a Schöneberg.

 

Pallasseum@Z.MunizzaPallasseum è l’attuale nome di un complesso residenziale a Schöneberg.

Esempio di architettura sociale degli anni ’70, posto oggi sotto tutela monumentale, conosciuto come Pallasseum, crasi di Pallasstrasse, la strada su cui si affaccia, e Kolosseum a causa delle sue imponenti dimensioni.

Costruito tra il ’74 e il ’77, a firma di Grötzebach, Plessow, Sawade e Frowein, l’edificio si compone di diversi corpi di fabbrica. La struttura ponte è il corpo principale, con i suoi 14 piani, scavalca interamente la strada e un bunker risalente alla seconda guerra mondiale. A questo si innestano tre corpi secondari di 6 piani. 

Il progetto di edilizia sociale ricorda nelle dimensioni e nello sviluppo degli alloggi, la visione utopica di Le Corbusier della “città nell’edificio” secondo la quale ciascuna Unité d’Habitation ospita aree dedicate a servizi servizi utili alla collettività.

Il Wohnen am Kleistpark, nome originario del progetto: “vivere al Kleistpark” dal nome del limitrofo parco pubblico che merita un approfondimento a sé, rappresenta un importante esempio di architettura, inizialmente fallimentare dal punto di vista di realizzazione e inclusività.

Una serie di servizi comuni per questioni di mancanza di fondi pubblici non vengono terminati, come il tetto dell’edificio adibito ad attività sportive. Gli unici spazi condivisi della caffetteria e del doposcuola per iniziative comuni, non sono sufficienti ad evitare le note conseguenze di un progetto di questo tipo, che tende a ghettizzare uno strato di società. Come tanti esperimenti di quegli anni, fallisce nell’intento di creare una comunità coesa in condivisione di spazi e servizi.

Se quando viene progettato, il moderno complesso residenziale si propone come un’alternativa pionieristica al vecchio patrimonio abitativo di Berlino ovest, l’essere un complesso di edilizia sociale sovvenzionata con investimenti insufficienti, causa una progressiva svalutazione della struttura non solo tra chi la abita, ma soprattutto nella percezione esterna.

Alla fine degli anni ’90 nel ribattezzato “Palazzo Sociale” 136 alloggi dei 514 totali vuoti, e risulta fatiscente al punto di ipotizzarne la demolizione.

Da una situazione di degrado totale, si passa ad un recupero completo dell’edificio, grazie ad un nuovo concetto amministrativo nel ’98. La Pallasseum Wohnimmobilien KG, rileva la gestione l’immobile e prende decisioni progettuali per migliorare la qualità della vita all’interno del complesso residenziale. 

Primo passo importante è la riduzione dei costi di affitto, da qui inizia un profondo ripristino dell’immobile realizzato da Buddensieg Ockert Architects.

Il Quartier Management si trova direttamente nei locali al piano terra, e lavora fino alla fine del 2020, in stretta collaborazione con la società immobiliare, puntando a migliorare le condizioni dell’intero quartiere. 

I QM, Quartiersmanagement, sono responsabili del mantenimento e del rafforzamento della coesione di quartiere, attraverso progetti e finanziamenti per rafforzare il senso di responsabilità e raggiungere una migliore convivenza. Strumenti istituzionali che in tante aree complesse di Berlino riescono a creare una reale connessione e supporto per l’ integrazione sociale. Qui tutti i progetti realizzati nel Pallakiez 

Il concorso indetto nel 2021 per modificare il nome del progetto e cancellare la cattiva reputazione del Sozial Palast, vede vincere la proposta di una ragazza turca, così convincente che la società chiamata “Wohnen am Kleistpark Klaus J. Lehmann KG” diventa “Pallasseum Wohnimmobilien KG”.

Oggi, il complesso residenziale Pallasseum è un esempio funzionante di edilizia sociale, completamente occupato da 2.000 residenti provenienti da 25 nazioni, culture e generazioni diverse convivono pacificamente e in buon vicinato.

Le immagini sulle antenne satellitari che decorano le facciate, sono un progetto dell’artista D. Knipping: Da dentro a fuori. Le immagini impresse sulle parabole, forte simbolo di immigrazione sono fornite dai residenti stessi, coinvolti per anni nel dialogo e nella realizzazione dell’installazione che diventa un modo di presentarsi all’esterno e un ricordo del paese di origine. I grandi occhi sulla facciata principale invece, sono un Omaggio a Picasso a opera di Gert Neuhaus.

Oltre gli aspetti legati alla sperimentazione edilizia sociale e delle sue evoluzioni, che permettono di raccontare la trasformazione di una parte di città, suscita indubbiamente curiosità la presenza di un massiccio cubo in cemento grezzo, un bunker esterno. Béton brut su béton brut, il non plus ultra del Brutalismo!

Bunker@Z.Munizza

Il perché della sua presenza è legato indissolubilmente alla storia di Berlino durante il Terzo Reich.

Nei primi del ‘900 l’area è occupata da una grande sala eventi, lo Sportpalast . Capiente sala sportiva con una grande pista di pattinaggio al coperto, durante la Repubblica di Weimar, risulta il luogo più adatto per la propaganda elettorale dei maggiori partiti. Si alternano sulla tribuna, il leader operaio Ernst Thälmann del KPD Kommunistische Partei e Hitler nel ‘28, a seguito della revoca del divieto a poter parlare in pubblico in Germania.

Dopo la vittoria elettorale del cancelliere, il governo bandisce i partiti di opposizione, non solo all’interno dello Sportpalast, che non ospiterà mai più eventi di natura sportiva. Il luogo è tristemente noto per il discorso tenuto da Joseph Göbbels, Ministro della propaganda del Reich, da quella da lui definita “la nostra tribuna” dove dichiara la “Guerra totale” nel ’43.

Il Palazzo dello sport bombardato nel ’44, restaurato solo in parte e senza copertura, rimane un’arena fino al ’53. Il Bunker a quattro piani della Seconda Guerra Mondiale, invece resiste a qualsiasi tentativo di demolizione, le operazioni di esplosione sono controllate trovandosi in un’area densamente abitata.

La Guerra è finita, la città divisa, siamo a Berlino ovest, e quello che rimane dello storico Sportpalast si trasforma in sala concerti che ospita grandi nomi del jazz americano, l’uso a fini propagandistici in qualche modo permane. Vede esibirsi sul palco nomi della portata di Ella Fitzgerald, Beach Boys, Frank Zappa, Pink Floyd, Jimi Hendrix e Deep Purple, non male come cartellone direi.

A inizio anni ’70 la gestione della struttura è economicamente insostenibile, e quando l’amministratore muore improvvisamente, l’edificio viene demolito per far posto al progetto di edilizia residenziale sociale. Il Pallasseum.

Ricerche a cura di Z. Munizza

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