I primi giorni di Bowie a Berlino con l’amico Froese.

Bowie Z.Munizza

di Francesco Somigli.

E’ l’estate del 1976 e una mattina i Froese ricevono una telefonata: “Edgar, ho un problema: David si sta trasferendo, ma nel suo appartamento ci sono ancora dei lavori da fare… Non è che potrebbe venire ad abitare da voi per un pò?” A richiedere il favore era Corinne Schwaab, l’assistente berlinese di David Bowie. Il cantante inglese si stava preparando a trascorrere a Berlino alcuni dei suoi anni più fecondi dal punto di vista artistico e chi stava per offrirgli una stanza in casa sua non era certo uno qualunque: Edgar Froese, il fondatore del gruppo dei Tangerine Dream. La compagna di Froese sarà la paziente testimone di un David Bowie in cerca di una nuova identità e di un uomo nel pieno del suo periodo musicalmente più attivo.

Edgar Froese non è un berlinese di nascita. Nato a Tilsit nel 1944, quando ancora la città si chiamava col suo nome prussiano, alla fine della guerra si sposta a Berlino, una città ridotta in macerie ma pur sempre una grande città, capace di offrire lavoro e studio al giovane Edgar che si iscrive all’accademia d’arte. Froese nel ’65 fonda il suo primo gruppo musicale che non sarà un gran successo, ispirato dalle opere e dalle idee di Dalì, inizia a gettare la basi per la fondazione di quello che sarà il suo gruppo per il resto della vita, i Tangerine Dream.

Le due settimane che David Bowie trascorre nell’appartamento in Schwäbische Straβe 7, a due passi dalla fermata metro di Eisenacher Strasse, in compagnia dei Froese sono probabilmente state tra le più difficili della sua vita: le frequenti crisi di astinenza dalla droga, l’insonnia, le sigarette fumate una dietro l’altra e il tentativo di non farsi notare da curiosi e vicini durante le (poche) uscite fuori casa furono le costanti di quei giorni. Poi i lavori nella nuova casa si conclusero e Bowie lasciò l’appartamento della coppia.

Cosa è successo dopo, è praticamente noto a tutti: Bowie si trasferì nel suo appartamento berlinese al numero 155 di Hauptstraβe in compagnia dell’amico James Osterberg (meglio conosciuto come Iggy Pop) e lì abitò fino al 1979, trovando nella città divisa dal Muro l’ispirazione per quella che è conosciuta come la “trilogia berlinese” (gli album Low, Heroes e Lodger)

Edgar Froese è morto lo scorso anno (20 Gennaio 2015), ha deciso di lasciare la terra, che gli è sempre stata un po’ stretta, per provare da vicino le atmosfere cosmiche che lo hanno ispirato per tutta la vita. Non lascia un grande vuoto, come si dice di solito nelle orazioni funebri, ma un’ enorme eredità: decenni di carriera, più di 40 album registrati, colonne sonore cinematografiche.

Resta una domanda: se non ci fosse stato Edgar Froese ad ospitare David Bowie nell’estate del 1976, il Duca Bianco avrebbe lasciato Berlino perdendo definitivamente l’ispirazione? Alla resa dei conti, un interrogativo inutile: Froese c’era e quel giorno aprì la porta del suo appartamento.

Ricerche a cura di F. Somigli Foto di ©Z. Munizza. 

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