Prinzessinnengärten, il giardino nomade

PG. R. CiampolilloC’erano una volta due tigli, si chiamavano Walter e Momper, quasi 30 anni fa, ancora prima che il Muro cadesse a Berlino Ovest, il deputato Walter Momper (SPD),  pianta i due giovani alberi su una terra desolata in Moritzplatz a Kreuzberg. I due alberi avrebbero dovuto rendere il  vuoto più verde e attraente, con questo piccolo gesto di protesta, Momper spera di rendere appetibile agli occhi degli investitori uno dei punti più desolati di Kreuzberg.

Fino a quando i pionieri urbani, M. Clausen e R. Shaw sette anni fa, hanno l’idea di fondare un giardino di quartiere nel centro della città. Nel 2009 la Nomadisch Grün, Verde Nomade ottiene l’uso temporaneo del terreno in Moritzplatz. L’area vuota e abbandonata da anni viene ripulita, si cominciano a piantare ortaggi e erbe in contenitori mobili. Nasce così il Prinzessinnengärten, Giardino delle Principesse, destinato ad essere fin dall’inizio, un esperimento pilota di giardino e orto urbano, un mix tra un’iniziativa quartiere e un modello di vita sostenibile in città, un vero e proprio progetto sociale non istituzionalizzato nato dal basso.

Un orto urbano temporaneo, dove, all’interno di casse di legno e sacchi di tela, si coltivano diverse varietà di piante e ortaggi, su un’area che apparteneva al tracciato del muro e destinata poi al progetto della tangenziale cittadina.

PG R. CiampolilloPer molto tempo l’area è stata considerata poco sicura e usata come discarica abusiva, di conseguenza poco appetibile per investimenti immobiliari, il progetto pilota di orto urbano in pochi anni trasforma uno squallido deserto in laboratorio per lo sviluppo sostenibile e sociale della città, la forte funzione aggregativa diventa collante per gli abitanti del quartiere e stimola l’attenzione su tematiche di ecologia e progetti sociali.

La piccola impresa cresce notevolmente, il giardino diventa un punto di riferimento per il quartiere e ottiene finanziamenti per collaborazioni con scuole e asili, tutte le esperienze vengono raccolte in un libro, per supportare la diffusione della visione che guida il progetto ovvero lo sviluppo sostenibile delle aree abbandonate di Berlino. Il Giardino Urbano acquista così grande notorietà e con il successo del progetto, pezzo per pezzo, intorno alla rotonda, si costruisce un nuovo paesaggio urbano; inaugura la Betahaus, uno dei coworking più funzionali di Berlino, dall’altro lato della piazza si affaccia Modulor un conceptstore per il design sostenibile, con tanto di caffetteria ristorante e libreria di settore.

Il caso del giardino delle principesse dimostra come, il successo di un progetto d’uso temporaneo può portare i proprietari pubblici o privati ad un grosso dilemma. Berlino è una città che beneficia strategicamente della presenza di molti terreni ed edifici liberi, i quali con idee innovative sono in in grado di far rivivere un intera area della città. Gli utenti, a loro volta, in gran parte giovani imprenditori creativi o artisti, hanno la possibilità di trasformare le loro idee, in uno spazio libero e a buon mercato, questo almeno per ora, quale la politica che la città decide di seguire?

PG. R. CiampolilloBaulücken, i buchi nel costruito, sono i lotti non costruiti che ancora sono visibili nel tessuto urbano di Berlino, un terreno di dimensioni tra i 600 e i 900 metri quadri che può essere utilizzato nel breve e medio periodo. L’analisi di queste aree genera una pluralità di temi di approfondimento e dal successo delle idee delle piccole imprese come quella del giardino nomade, si evidenzia la possibilità di mettere in atto il tanto professato concetto di sviluppo sostenibile, in un’area, fino a quel momento, priva di interesse. Cosa succede quando poi gli investitori scoprono che la proprietà diventa più attraente e raddoppia il suo potenziale economico? Clausen e Shaw propongono un reale processo di partecipazione pubblica, al fine di poter lavorare insieme su che ne sarà del luogo nel lungo periodo, auspicandosi contratti di uso temporaneo superiori ai 5 anni.

Al momento il Prinzessinnengärten continua a crescere rigoglioso e offre, oltre alla vendita di piante e ortaggi, una serie di eventi in una cornice davvero idilliaca, un’oasi verde nel cuore di una città di cemento.

Lavoro di ricerca svolto in collaborazione con l’Architetto Rina Ciampolillo in occasione del Laboratorio Urbano  Vuoti a RendereGalleria fotografica: Rina Ciampolillo

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