Radialsystem, vecchi impianti idrici e il loro riuso.

Spree ©Z. MunizzaCamminando per le strade di Berlino capita di alzare lo sguardo e intravedere eleganti camini longilinei in mattoni rossi che svettano nel panorama di una città in continua trasformazione. Tracce silenziose di un passato industriale che riprendono vita, integrate a moderne strutture, questi elementi sono parte delle antiche stazioni di pompaggio dell’acqua.

Con la rapida crescita della popolazione e l’industrializzazione della seconda metà del 19° Secolo, peggiorano le condizioni igieniche. Si rende necessaria la costruzione di un sistema idrico per incanalare le acque di scarico. Istituito un comitato tecnico alla guida del medico R.Virchow, che svolge il lavoro di analisi e verifica del trattamento delle acque reflue, e incarica il disegno del nuovo impianto fognario all’ingegnere J.Hobrecht.

L’innovativo progetto divide la città in dodici zone, creando un Radialsystem, sistema radiale. Ogni area si dota di una propria stazione di pompaggio, con lo scopo di drenare l’acqua degli scarichi industriali, quella proveniente dalle abitazioni private e l’acqua piovana. Un sistema complesso che mette in rete tutta la città, completato nel gennaio 1878.

Nonostante parte delle strutture abbiano subito danni durante bombardamenti della guerra mondiale, vengono trasformate e ripristinate ad usi culturali e commerciali, o utilizzate ancora oggi con la loro funzione originale, come la nuova stazione di pompaggio di Friedrichshain Radialsystem XII, il primo impianto messo in funzione nel 1861.

I sistemi radiali di Hobrecht riqualificati a più riprese, e integrati per molti anni nel sistema fognario di Berlino. In una delle aree più densamente popolate della città, sulla Halleschen Ufer, troviamo la stazione radiale III, dismessa alla fine degli anni ’70 e sotto tutela dei beni architettonici, diventa sede del “Lapidarium” un allestimento di targhe commemorative e sculture in pietra, le quali, rimosse dalle strade e dalle piazze, vengono messe qui al riparo dalle intemperie.

Il Lapidario oggi non è più aperto al pubblico, un’agenzia di comunicazione acquista la struttura e converte gli spazi. Le statue ritrovano la loro originale posizione, altre sculture trasferite in diverse strutture museali.

Uno degli impianti più conosciuti è il RadialSystem V, oggi sede di un centro culturale. Distrutto per un terzo durante la seconda guerra mondiale, l’edificio della sala macchine si dota di pompe elettriche in uso fino al ’99. Il progetto di ristrutturazione dell’Architetto G. Spangenberg, integra il nuovo edificio con quello preesistente, creando una moderna struttura vetrata che si appoggia sull’antico impianto, lasciandolo visibili le parti ancora integre, mantenendone così il fascino originale.

Il centro culturale dispone di sale conferenze, spazi per eventi e mostre, sviluppati su sei piani. L’imprenditore culturale J. Sandig istituisce nel 2005 la fondazione privata Radialsystem V GmbH, che supporta un modello di fusione e compartecipazione tra le diverse forma d’arte. Il centro culturale vede gruppi artistici come la compagnia di danza di Sasha Waltz, l’Akademie für Alte Musik Berlin, far parte integrante e attiva del programma del RadialSystem V, che rappresenta uno dei teatri contemporanei più all’avanguardia della scena artistica berlinese.

Un’altra bellissima struttura che vi consigliamo vivamente di andare a scoprire è il RadialSystem VII, nel quartiere di Schöneberg, la stazione di pompaggio messa fuori servizio ufficialmente nel ’70, dopo aver subito diverse fasi di trasformazione, viene smantellata, rimane un’unica parte del motore che, dopo essere meticolosamente restaurata e classificata monumento storico, troneggia all’interno della grande sala dell’edifico principale, che ospita oggi un ristorante dalla particolare atmosfera.

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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