Rathaus Schöneberg.

rathaus13 E’ il 26 giugno 1963: Berlino è divisa dal Muro da quasi due anni, i cittadini del settore ovest sono preoccupati per le loro sorti e per il destino di parenti ed amici che si trovano dall’altra parte del confine, distanti solo pochi chilometri, ma lontani come se si trovassero in un altro mondo.

L’Europa e il mondo intero guardano a Berlino con preoccupazione; se qualcosa di drammatico dovesse accadere, accadrebbe sicuramente nella città tedesca, dove ogni giorno soldati e carri armati delle due opposte fazioni operano a pochi metri gli uni dagli altri. Un’azione sbagliata da parte di qualcuno significherebbe la terza guerra mondiale e l’uso delle armi atomiche.

In questa situazione di tensione estrema il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy è in visita ufficiale a Berlino Ovest e quello stesso pomeriggio dovrà tenere un discorso a tutti i cittadini in Rudolph Wilde Platz, la piazza antistante il municipio del quartiere di Schöneberg. Mancano poche ore al suo intervento e Kennedy si sta preparando seduto nell’ufficio del sindaco Willy Brandt. L’obiettivo del suo discorso è quello di far sentire ai berlinesi dell’ovest tutta la vicinanza e il sostegno degli Stati Uniti: non sono soli a fronteggiare le difficoltà e il presidente deve cercare di trasmettere questa sicurezza nei pochi minuti in cui parlerà alla folla.

Quando manca davvero poco all’inizio del discorso Kennedy ha un’idea e chiede al suo interprete Robert H. Lochner di tradurgli velocemente una frase in tedesco. Lochner esegue e consegna al presidente un foglietto su cui è appuntata la corretta pronuncia delle parole. Non c’è più tempo per prepararsi e Kennedy infila l’appunto in tasca e si dirige verso il palco.

Il discorso è memorabile, comunemente riconosciuto come uno dei migliori di Kennedy, e uno dei passaggi, probabilmente il più celebre, è: “Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire “Ich bin ein Berliner”. Esattamente la frase che poco prima il presidente aveva chiesto al suo interprete di tradurre.

Seppur in un contesto drammatico come quello della Berlino divisa, il discorso di Kennedy ha anche un risvolto involontariamente comico: la sua frase “Ich bin ein Berliner” infatti, oltre a significare “Io sono un berlinese” (come da intenzione del presidente) viene anche interpretata come “Io sono un krapfen”, chiamato comunemente Berliner in molte zone della Germania. Tutta colpa di un articolo indeterminativo di troppo… Per molti anni i linguisti tedeschi si sono dibattuti se quello del presidente fosse o meno un errore grammaticale, arrivando però alla conclusione che anche la forma con l’articolo è riconosciuta come corretta.

A pochi metri di distanza dalla piazza dove Kennedy tenne il suo discorso (oggi intitolata alla sua memoria), si trova una delle stazioni della U-Bahn architettonicamente più interessanti di Berlino, posizionata sulla linea probabilmente meno importante della città (almeno per quanto riguarda la lunghezza).

Mi riferisco alla stazione di Rathaus Schöneberg sulla linea U4: costruita a partire dal 1908, è stata inaugurata nel 1910 col nome di Stadtpark. A causa della sua quasi totale distruzione durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruita interamente nel 1954 seguendo i progetti originali e usando gli stessi materiali.

Si tratta di una particolare unione di una stazione esterna ed una sotterranea: ha infatti finestre che affacciano da entrambi i lati sul parco circostante dando l’impressione che il treno transiti sotto un porticato. In realtà la stazione di Rathaus Schöneberg è più una specie di ponte dato che la costruzione fu “sospesa” su dei piloni di cemento per separarla dal terreno sottostante, troppo umido e cedevole per sostenerla interamente. Al di sopra di essa passava una strada trafficata, oggi diventata un percorso pedonale e ciclabile che attraversa il parco.

Parte degli interni sono piastrellati con piccoli tasselli di colore blu e verde sui quali è stato riportato il nome originale della stazione; in generale, gli interni sono progettati seguendo i dettami dello stile Art Nouveau. Nel 1983 per un breve periodo di tempo i finestroni laterali sono stati coperti con delle tapparelle a causa della troppa luce che filtrava, impedendo il corretto funzionamento delle telecamere di sicurezza. Il problema è stato risolto, le tapparelle sono state tolte (ne sopravvive solo una, effettivamente orrenda) ed oggi la stazione può di nuovo godere di piena illuminazione dall’esterno, tempo berlinese permettendo.

Uscendo dalla stazione e facendo una breve passeggiata intorno al lago delle paperelle potreste avere la sensazione di aver già visto una costruzione simile in giro per Berlino…Non vi sbagliate: l’architetto di Rathaus Schöneberg, Johann Emil Schaudt, è infatti lo stesso che ha progettato i grandi magazzini KaDeWe in Wittenbergplatz.

Tra una bancarella e l’altra del flohmarkt (mercato delle pulci) che ogni finesettimana si svolge davanti al municipio, potrebbe capitarvi di vedere la placca commemorativa del discorso del presidente americano e ripensare a quel 26 Giugno in cui (forse…) dichiarò di essere un krapfen alla marmellata.

Ricerche e foto a cura di F. Somigli, collaboratore del progetto Berlino Explorer

Itinerario Scoperta dei quartieri per info berlinoexplorer@gmail.com

2 Comments
  • Katia
    Posted at 14:01h, 22 Settembre Rispondi

    Grazie a Francesco per avermi fatto fare un bellissimo tour per questo quartiere che già conoscevo e amavo ma grazie al quale ho scoperto altre cose nuove!

    • Zuleika
      Posted at 07:37h, 29 Settembre Rispondi

      Grazie Katia, ti aspettiamo nuovamente a Berlin per fare tante altre scoperte insieme! A presto, Berlino Explorer Team

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