Refugium Beelitz, un villaggio creativo.

 

Refugium Beelitz ©Z. MunizzaC’era una volta…

e c’è ancora in mezzo alla foresta del Brandeburgo, un grande complesso ospedaliero che giace addormentato come la Dornröschen, la bella addormentata come dicono i tedeschi, che sprigiona un antico fascino. Passeggiare tra le sue rovine dalle facciate decorate dalla vegetazione, sembra di tornare indietro nel tempo.

Il sanatorio di Beelitz nasce come casa di riposo per la corporazione degli assicuratori sanitari, la sua destinazione ufficiale come luogo di cura inizia con lo scoppio del primo conflitto mondiale, fino all’occupazione sovietica, una volta inserito nelle proprietà pubbliche della DDR continua a svolgere le sue funzioni senza grossi problemi, finché con la caduta del muro le strutture vengono progressivamente abbandonate.

Il complesso di circa 60 edifici annovera tra i suoi “ospiti” nomi illustri: Hitler fu ricoverato nel 1916 a seguito del ferimento durante la Battaglia delle Somme ed è sempre qui che nel ’90 Erich Honecker, dopo le dimissioni da capo del governo della Repubblica Democratica, trova rifugio.

Dopo diversi tentativi di ridare vita a questi bellissimi edifici, nasce il progetto Refugium Beelitz risvegliandoli dal loro lungo letargo. In questo ambiente idilliaco tre edifici monumentali ai margini del bosco si trasformano in un  “villaggio creativo” spazi privati per artisti e locali in comune per la condivisione e la preparazione di mostre.

Il complesso costruito tra il 1898 e il 1930 come sanatorio di tubercolosi per la capitale Berlino, utilizzato dai sovietici come ospedale militare, fino al ’94, rimane in abbandono, da allora si sono alternate diverse proposte di trasformazione, molte fallimentari altre invece fanno si che già dal ’98 alcune ville di proprietà di ex medici o funzionari dell’ospedale vengono ristrutturate, altri edifici sono sede di una clinica riabilitativa e la bellissima sala macchine della ex centrale termica è gestita dall’Associazione Heiz-Kraft-Werk come un monumento tecnico e museo.

Ancora, le ex scuderie ospitano il centro di tecnica antincendio e lo scorso anno è qui che ha avuto luogo la mostra finale che la European Exchange Academy organizza invitando artisti visivi da tutto il mondo per un programma di residenze.

Non manca un hotel e il relativo ristorante “Landgasthaus Gustav” il tutto immerso in una folta vegetazione punteggiata da edifici ancora in rovina e in attesa di essere recuperati, di questi il prossimo è il quadrante D con il progetto Refugium.

Aggiornamento 19.04.16

Da settembre 2015 un nuovo progetto: l’Heilstätten-Park, ha permesso ad oltre 70.000 visitatori di camminare su una passerella ad altezza albero, immersi nelle rovine dell’ospedale abbandonato di Beelitz.

E’ possibile godere del fascino ineguagliabile di edifici che ricordano antichi castelli in un parco selvaggio, e conoscere la magia dell’area incantata del Beelitzer Heilstätten, addentrandosi attraverso il percorso “Baum & Zeit” dove natura, storia e architettura sembrano fondersi in un luogo magico.

Il progetto prevede in futuro, l’espansione del percorso sulle cime degli alberi e la riabilitazione di altri edifici dove si inseriranno atrazioni turistiche, lavori che inizieranno nella primavera del 2017 e che avranno, come si può ben immaginare, costi molto elevati, l’investimento è però giustificato dalla grande affluenza riscontrata fin ora e dalle richieste di un sempre maggior numero di curiosi.

All’interno dell’imponente edificio per la chirurgia, ad esempio, è previsto lo sviluppo di un giardino d’inverno, una serra a tutti gli effetti per ospitare piante che solitamente non sono adattabili al clima tedesco.

Lungo il tracciato tra gli edifici abbandonati, al momento fattibile solo partecipando ad un tour guidato, saranno disposti pannelli informativi per aiutare i visitatori ad orientarsi nel parco, è prevista inoltre una sezione dedicata allo sport, percorsi da fare a piedi nudi e pareti per arrampicarsi.

Per informazioni questo il link .    Refugium

Foto e ricerche a cura di ©Z. Munizza. 

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2 Comments
  • Kjra
    Posted at 16:21h, 15 Febbraio Rispondi

    Articolo molto interessante, mi piacerebbe visitare il luogo. Spero di poterlo fare in futuro.

    • Zuleika
      Posted at 16:28h, 15 Febbraio Rispondi

      Grazie Kjra, non sai come farebbe piacere a me potertici portare! Ti aspetto, Zuleika

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