18 Mag RERO. L’artista dell’autocensura.
RERO artista francese e multidisciplinare, classe ’83 parte da studi di sociologia ed economia e si dedica alla pratica dei graffiti in luoghi abbandonati e non solo.
Con i suoi messaggi intriganti e barrati, naviga poeticamente tra arte concettuale e arte urbana.
L’artista sviluppa un particolare approccio visivo utilizzando frasi semplici o parole opportunamente graffiate con una barra, come a volerne cancellare l’effettivo significato, una negazione dell’immagine. I testi giocano sul linguaggio informatico
(ERROR 404 IMMAGINE NON DISPONIBILE) e sono tutti scritti in Verdana, carattere più utilizzato sul Web ed in tipografia, che diventa il suo marchio di fabbrica.
Rero si appropria di un linguaggio contemporaneo per collocarlo in un contesto urbano. Poi si auto-censura, graffiando con una spessa linea nera il suo slogan. “Ho graffiato le parole per essere visto. Il fatto che vengono rimosse fa venire voglia di leggerle.” dice citando Jean-Michel Basquiat.
Non un attivismo selvaggio quindi, ma piuttosto una forma di poesia che si manifesta con forza in luoghi abbandonati, parchi giochi o paesaggi dove l’occhio si perde verso l’infinito.
“Mi piace mettere in discussione i mezzi di comunicazione contemporanei e interagire con i passanti. Gioco ma in modo educato.” parlando della sua arte.
La streetart di Rero spinge i confini e trasforma il paesaggio urbano in un luogo privilegiato di interazione con le persone invitandole ad una riflessione sul luogo e lo spazio. Mette in discussione i codici della proprietà intellettuale, dell’immagine e del linguaggio informatico, utilizzando uno humor nero e l’assurdità per parlare a chi si trova di fronte a queste scritte.
Alcuni interventi li ho scovati nel decadente e affascinante ex sanatorio a Beelitz, in una delle sezioni abbandonate dell’ospedale si trova ERRATUM o ancora AN ERROR.
La destinazione ufficiale come luogo di cura del sanatorio di Beelitz inizia con lo scoppio del primo conflitto mondiale, e rimane tale fino all’occupazione sovietica. Inserito nelle proprietà pubbliche della DDR, continua a svolgere le sue funzioni, finché con la caduta del muro le strutture vengono progressivamente abbandonate.
Il complesso di circa 60 edifici, annovera tra i suoi “ospiti” nomi del calibro di Hitler, ricoverato nel 1916 a seguito del ferimento durante la Battaglia delle Somme, ed è qui che nel ’90 Erich Honecker, dopo le dimissioni da capo del governo della Repubblica Democratica, trova rifugio.
Il grande complesso ospedaliero immerso nella foresta giace oggi, in parte, addormentato e sprigiona un fascino atavico. Passeggiando tra le rovine dalle facciate decorate dalla vegetazione, si ha la sensazione di tornare indietro nel tempo.
Nelle stanze segnate dal tempo spesso capita, a chi si avventura per i suoi edifici abbandonati, di scovare opere di urban art davvero interessanti come per gli slogan di Rero.
A Settembre 2015 è stato inaugurato il primo tratto della passeggiata aerea. 320 metri a ben 40 metri sulle cime degli alberi, che permette di vedere dall’alto le rovine del sanatorio. Oggi è possibile accedere all’interno di alcuni degli edifici.
Il Baumkronenpfad Beelitz è aperto tutto l’anno da Maggio a Settembre.
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Foto: ©S. Corso. Ricerche a cura di ©Z. Munizza.
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