Willner Brauerei un centro culturale

wwb@Z.Munizza

Aggiornamento 2024.

Sento la necessità di aggiornare l’articolo del 2013, sulla ex-Willner Brauerei. Centro culturale affascinante, perché ritengo sia giusto raccontare tutte le esperienze, anche quando falliscono.

Il progetto culturale nella Willner Brauerei resiste strenuamente alla forte spinta speculativa al confine tra Prenzlauer Berg e Pankow, fino al 2017. Chiude ufficialmente le sue porte con 48 ore no stop di installazioni artistiche che pervadono lo spazio, il Lost Art Festival. Evento gratuito che permette di godere appieno, e per l’ultima volta, di uno spazio molto eclettico. Inutile dire che il festival fu un successo, e il livello qualitativo di performance, musica e arte davvero elevato.

Fine di uno spazio, fine di una storia.
Quella dei progetti temporanei con scadenza segnata sul retro delle confezioni, come il latte. Mi perdonerete la velata nota polemica, ma trovo inaccettabile che anche quando si tratta di progetti che funzionano, che dimostrano di aver costruito un riferimento per la comunità, visto l’alto flusso costante di presenze, che si impegnano a rimanere in piedi nonostante l’aumento dei prezzi, della concorrenza spietata dell’offerta culturale a Berlino, e il cambiar dei berlinesi d’adozione al cambiare della startup in voga di turno, ecco, nonostante tutto questo, a vincere è sempre il soldo.

Non mi riferisco alle società immobiliari che acquistano la baracca con l’obiettivo di trasformarla rapidamente, e poter guadagnare dall’investimento fatto. Banale legge di mercato. Mi rivolgo al Senato di Berlino, al sindaco di Pankow, nel momento in cui sfuggono gli attori principali della vicenda: chi vive la città, anima i luoghi, fruisce e produce cultura. 

In cosa l’area si sia trasformata potete verificarlo recandovi al numero 80 della Berliner str. Spazi sempre affascinanti ma con una atmosfera decisamente newyorkese. Non la Berlino che conosco e racconto.

A più di due anni dalla sua apertura ufficiale, il centro culturale WWB- Willner Brauerei, si rivela una fucina di idee e di eventi artistici.

Nella ex fabbrica di birra Willner, nel Gennaio 2013 apriva le porte un nuovo centro creativo, in una delle ultime aree disponibili al confine tra Pankow e Prenzlauer Berg, quartiere radicalmente trasformato da una riqualificazione pianificata, che ha man mano affievolito, fino a stroncarla, la scena artistica indipendente della Berlino anni ‘90.

La costruzione della WBB: Willner Brauerei Berlin, risale al 1860 quando il grossista di birra Emil Willner acquista l’area della Casa della Dogana non più in uso, sulla Berliner strasse e stabilisce qui la propria Weißbierbrauerei, per la produzione di “birra bianca”, l’opificio conta 4 strutture incluse quelle per la fabbricazione di malto e orzo.

Dopo la seconda guerra mondiale, la fabbrica di birra, così come tutti gli impianti produttivi di bevande, viene assegnata alle imprese di proprietà statale di bibite, nella Berlino socialista della DDR; queste vengono poi riprivatizzate nel 1990 dopo la riunificazione, ma in quell’anno la produzione della WBB termina definitivamente. Il ristorante nell’antico edificio della dogana: Zollhaus cessa la sua attività nel ’93 e parte delle strutture pericolanti vengono demolite nel ’99.

A Luglio del 2012 la Holding Berggruen, propietaria dell’area, non rinnova il contratto di locazione all’associazione che utilizzava i locali per un mercato di oggetti usati, considerando le pessime condizioni nelle quali il sito versava; inizia quindi la contrattazione per la gestione dell’area e nonostante l’idea fosse di insediare qui il solito centro uffici e servizi commerciali, l’affitto viene invece garantito all’associazione WBB.

In questi edifici dal fascino tipicamente industriale, dopo tre anni di caparbie richieste, un gruppo di artisti riesce ad ottenere l’affitto e la gestione delle strutture per 5 anni; un nuovo spazio per l’arte quindi e ” l’ultima occasione per avviare una grande operazione culturale a Prenzlauer Berg” dichiara uno dei cinque promotori del progetto.

“Organizziamo tutto da soli, prendendoci un grosso rischio finanziario, ma siamo intenzionati a dimostrare come questo possa funzionare. Non vogliamo creare un centro di intrattenimento, ma un luogo davvero entusiasmante per la cultura e l’arte in tutte le sue forme”. Il tutto senza alcun tipo di finanziamento esterno, come ci tengono a precisare i 5 temerari, che credono fermamente che si possa ancora produrre “cultura dal basso” attraverso un uso temporaneo dello spazio, facendolo rivivere e sopratutto restituendolo al quartiere e alla città.

Dal primo timido progetto artistico di riciclo: un bosco invernale fatto con gli alberi del natale appena finito, ad oggi, il passo è stato davvero grande, tante le iniziative culturali che si sono susseguite durante questo periodo e altrettanti gli eventi in programma.

Il prossimo evento da segnalare è la Notte dei 1000 disegni, una bellissima iniziativa che chiama a raccolta chiunque voglia cimentarsi nel disegno, schizzo a mano libera e chi più ne ha più ne metta, tutti i lavori saranno venduti ad una cifra simbolica ed il ricavato devoluto a progetti sociali.

Gli edifici in mattoni dell’impianto industriale che trasudano il tipico fascino degli antichi opifici produttivi, offrono spazio per nuove idee e per il dialogo creativo, in un luogo davvero speciale che aspettava la sua rinascita da più di 20 anni.

Ricerche e foto a cura di @Z. Munizza. 

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